Il Palazzo Reale di Palermo, meglio noto come Il Palazzo dei Normanni, è la sede dell’Assemblea regionale siciliana. Il palazzo è la più antica residenza reale d’Europa, dimora dei sovrani del Regno di Sicilia e sede imperiale con Federico II e Corrado IV. Al primo piano sorge la Cappella Palatina.

È uno dei monumenti più visitati nell’isola. I servizi aggiuntivi turistici sono curati dalla Fondazione Federico II; l’ingresso principale è su piazza del Parlamento, quello turistico e quello carraio sono su piazza Indipendenza.

Dal 3 luglio 2015 fa parte del Patrimonio dell’umanità (Unesco) nell’ambito del sito seriale “Palermo arabo-normanna e le cattedrali di Cefalù e Monreale”.

Il Palazzo Reale (noto anche come Palazzo dei Normanni) sorge nel nucleo più antico della città, sopra un insediamento punico ubicato sotto le sale del Duca di Montalto.
Durante la dominazione araba viene edificato il primo corpo del palazzo tra i fiumi Kemonia e Papireto, denominato Qasr, termine che sta a indicare oltre che un castello, anche una fortificazione dai prioritari compiti militari. Con l’arrivo dei Normanni a Palermo, nel 1072, ebbero inizio i lavori di ricostruzione ed ampliamento che avrebbero condotto nel 1130, dopo l’incoronazione di Ruggero II d’Altavilla, alla trasformazione della fortezza in Palazzo Reale e centro nevralgico del potere. All’interno del palazzo normanno esistevano un opificio ed un laboratorio tessile per produrre manufatti di unica bellezza. In tale contesto le corti di Ruggero II, di Guglielmo I e di Guglielmo II riuscirono nel miracolo di far convivere e contaminare culture profondamente diverse tra loro.
Federico II di Svevia, figlio di Enrico IV Hohenstaufen e di Costanza d’Altavilla, fu continuatore della politica del nonno Ruggero II e, nonostante abbia soggiornato nella reggia palermitana solo in giovane età, vi organizzò l’attività amministrativa e quella culturale (Scuola Poetica Siciliana).
Dopo un periodo di oblio, durante le dominazioni angioina e aragonese, il Palazzo Reale riacquista il proprio prestigio nella seconda fase del XVI secolo per merito dei viceré spagnoli. Vennero realizzati nuovi elementi architettonici sia di stampo militare sia di rappresentanza, tra cui i due cortili principali Fontana e Maqueda.
I Borbone di Sicilia ristrutturarono il Palazzo Reale, commissionando pure le nuove decorazioni della Sala d’Ercole, ambiente utilizzato oggi per le riunioni dell’Assemblea Regionale Siciliana (Parlamento Regionale).

Sale di Ruggero

Prende il nome da Ruggero II. Le stupende decorazioni musive si devono al figlio Guglielmo I.
I mosaici, di matrice profana, rappresentano un unicum raffigurando elementi fitomorfi, zoomorfi ed antropomorfi (scene di caccia ed emblemi allegorici del potere normanno).
Il tavolo, ubicato al centro dell’ambiente, è un finissimo arredo di gusto neoclassico, realizzato con una porzione di sequoia fossile pietrificata.
L’antistante sala dei Venti è uno dei luoghi più suggestivi del Palazzo Reale. È ubicata in una torre medievale del nucleo arabo-normanno, detta Joharia, ed è oggi coperta da un soffitto ligneo settecentesco al cui centro spicca la rosa dei venti.

Sale Duca di Montalto

In prossimità dello scalone d’onore, prima di giungere al cortile Maqueda, si accede alle Sale Duca di Montalto, affrescate durante la prima metà del XVII secolo dai più valenti artisti del tempo, tra cui Pietro Novelli, per trasformare i vani originali in sala delle udienze estive del Parlamento.
Al piano inferiore delle Sale, in seguito agli scavi del 1984, sono venute alla luce tracce delle antiche mura fenicio-romane di Palermo, risalenti circa al V secolo a.C.

Sala d’Ercole

La Sala d’Ercole è il luogo nel quale si riuniscono, dal 1947, i deputati dell’Assemblea Regionale Siciliana. Prende il nome dalle pitture raffiguranti il ciclo dedicato all’eroe mitologico greco, completate all’inizio del XIX secolo dall’artista Giuseppe Velasco (detto il Velesquez). Il Parlamento regionale (ARS) esercita il potere legislativo previsto dallo Statuto autonomo siciliano e rappresenta il primo ed il più antico parlamento italiano e uno dei più antichi d’Europa.